COSA È L’UNIFORME O DIVISA MILITARE

cosa è l’uniforme o divisa militare

L’uniforme, o divisa, è una foggia di vestire che serve a distinguere chi la indossa, indicando la qualità, e, se del caso, il grado di cui è insignito. Le vesti degli ecclesiastici, pur servendo a indicare la loro qualità, non potrebbero propriamente essere dette uniformi Più particolarmente è l’abito proprio del funzionario, in relazione al grado che occupa nella gerarchia.

L’espressione “abito” si usa in senso comprensivo, perché fa parte dell’uniforme tutto quanto serve a distinguere il funzionario in relazione al posto che occupa. La foggia della divisa varia a seconda che sia portata da funzionari civili o militari. Le uniformi (dette anche divise) sono una tipologia di abbigliamento generalmente utilizzato dai partecipanti di organizzazioni sociali di vario genere, nei momenti di partecipazione alle attività dell’associazione stessa.

COSA È L’UNIFORME

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L’uniforme è l’insieme dei capi di vestiario, corredo ed equipaggiamento indossati dal militare per lo svolgimento del servizio ed al di fuori di esso, quale elemento distintivo della propria condizione. Una uniforme militare (o divisa militare) è un’uniforme utilizzata dal personale militare delle forze armate di uno Stato.
Per ciascun tipo di uniforme esistono varianti stagionali, estiva ed invernale e per tutte, tranne quelle di Servizio e Combattimento e Storiche, versioni da Uomo e da Donna.

Le Uniformi in uso nell’Esercito Italiano sono sostanzialmente di quattro tipi: Ordinaria, di Servizio, di Servizio e Combattimento e da Cerimonia.

Opportunamente combinate ad altri capi quali pullover, berretti, o guarnite di decorazioni e sciarpa azzurra, compongono una gamma di Uniformi “derivate” studiate per le diverse occasioni e situazioni.

L’uniforme militare non è solo un capo di vestiario che ci protegge dagli agenti atmosferici o che ci consente di mimetizzarci per sfuggire alla vista del nemico ma rappresenta molto, molto di più! Infatti, conferendo forma all’identità militare di chi la indossa, tratteggia una chiara linea di confine, un limite giuridicamente rilevante ed invalicabile tra mondo militare e mondo civile: è attraverso l’uniforme, infatti, che si manifesta il “potere” militare … si comunica cioè il “ruolo” e la posizione gerarchica ricoperta, con i discendenti diritti e doveri.

DUE PAROLE OPPOSTE CHE HANNO LO STESSO SIGNIFICATO

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Possono due parole opposte avere lo stesso significato? È quanto accade, almeno all’apparenza, a “divisa” e “uniforme”: entrambe indicano un modo di vestire uguale per mostrare l’appartenenza a un corpo, a una categoria o a un ordinamento, ma mentre la prima ha radici nel latino “dividere”, separare, la seconda viene fatta risalire sempre al latino “uniformis”, stessa forma. Dividere e unire: proprio il contrario! Sembra di cogliere due differenti attitudini di pensiero: chi porta lo stesso abito per distinguersi si “divide” dagli altri, oppure si “unisce” ai suoi simili.

La parola “divisa”, in questo significato, è più antica (entra nella lingua nel XIV secolo) e la si può considerare forse più appropriata; vari vocabolari dell’Ottocento alla voce “uniforme” indicano il semplice significato di “forma simile”, senza riferimenti agli abiti, che si troano successivamente.

Il mistero è comunque svelato da una ricerca sulle origini della parola “divisa”, che si chiama così perchè deriva dall’abbigliamento dalle squadre di giochi e di spettacoli medievali, che portavano appunto delle vesti uguali, caratterizzate da “divisione” o “spartizione” di colori allo scopo di riconoscersi. E’ il “vestimento divisato”: esattamente ciò che continua oggi nelle magliette delle squadre in molti sport. Nessuna divisione dagli altri, dunque.

L’USO DELLA DIVISA

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Gli ufficiali, fatte alcune eccezioni in relazione ai gradi e ai servizî speciali, devono sempre indossare l’uniforme, allo scopo che si possa distinguere il corpo cui appartengono, il grado di cui sono insigniti, le funzioni a essi proprie.

La divisa importa doveri e diritti. I doveri ricollegantisi alla divisa hanno un contenuto puramente morale: chi indossa una determinata divisa è tenuto a conservare il decoro necessario per non diminuire l’importanza delle funzioni inerenti al grado, nonché a mantenere il prestigio nei confronti degl’inferiori. Costituisce pertanto mancanza disciplinare il contegno del funzionario che abbassi la dignità della divisa con atti ritenuti sconvenienti al grado. Il superiore in divisa ha diritto al saluto da parte dell’inferiore che, in caso d’inosservanza, è passibile di pene disciplinari. La divisa è tutelata anche dalla legge penale, che punisce (cod. pen., art. 186) chiunque “la porta indebitamente e pubblicamente”. Tale tutela assume maggior rigore nei confronti dei militari che sono puniti col carcere militare (cod. pen. per l’eserc., art. 233; cod. pen. per la marina, art. 260), se portano divise che “non appartengono” o “non competono” al militare stesso.

LA STORIA DELL’UNIFORME

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Molte civiltà del passato condividono l’utilizzo di uniformi da parte di gruppi religiosi e militari. Un esempio noto è quello dei soldati dell’impero Romano, che per primi furono portatori dei modelli di uniforme militare che introdussero in tutti i territori conquistati. (In età contemporanea le divise sono principalmente indossate dagli appartenenti a determinate categorie di lavoratori od organizzazioni sociali alle forze armate, forze di polizia, guardie di sicurezza privata, servizi di emergenza, dai partecipanti alle competizioni sportive, ad esempio il torneo di Wimbledon è noto anche per l’obbligo fatto ai tennisti di indossare divise bianche), e a volte sui posti di lavoro e nelle scuole. In alcuni paesi, anche i detenuti hanno l’obbligo di indossare un’uniforme. Alcune uniformi di tipo militare sono usate nel softair o anche come semplice abbigliamento.

Le uniformi militari vengono specializzate in funzione del corpo di assegnazione e del ruolo, specie negli accessori. Elmi e cappelli, nelle varie tipologie (basco, fez, bustina..), spesso sono usati per distinguere unità di élite (in Italia, alpini e bersaglieri, ma anche granatieriCorazzieri e altri corpi scelti) o funzioni speciali come le unità di polizia militare ed i medici.

In alcuni casi alle divise vengono e venivano aggiunti particolari non strettamente obbligatori ma legati a tradizioni particolari, come è il caso dei distintivi da berretto usati dall’esercito austro-ungarico.

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